domenica 28 gennaio 2007

frammento

Leggendo nuovamente uno scritto su Duane Michals ne sono rimasto colpito una seconda volta, ma più fortemente. È pazzesco, ciò che è più importante è quello che non si vede, cazzo è vero. Dobbiamo fotografare questo! In realtà lo facciamo, ma solo incosciamente, e quindi non conta proprio niente. Dietro un ritratto troppo c’è, ci sono i pensieri e sensazioni dell’artista e del soggetto in quell’istante, quello ci deve interessare,e non il banale fatto della verosimiglianza. Ogni foto è un mondo a se , è bero è vero! Ogni ritratto è un volto diverso!!! Che senso ha allora stare dietro la verosimiglianza, niente ! Quello che conta è la consapevolezza del mezzo, che noi non fotografiamo un oggetto ma l’immagine riflessa, l’apparenza. Come ha intuito Duane Michals è tutto un mondo riflesso. Ti abbaia la visione, ma è una luce rivelatrice, perlomeno per me.

27-11-2006 22:34

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